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locandina_spettri

3 atti liberamente tratti dal dramma di H. Ibsen

Regia di Ruggero FRACCHIA


Il dramma di IBSEN viene rappresentato dagli spettri di cinque Clown, simbolo similvivente stesso del rifiuto al dolore.
Essi mal sopportano questa apologia del male indotto a pagamento e, quindi, istintivamente, la rielaborano.
La struttura dell’opera è capovolta in un crescere di giochi e invenzioni comiche montate sulle stesse parole del drammaturgo norvegese cosicché il tragico finale di pazzia e lutto induce i clown, a costruirne uno di totale ilarità.

Helene, vedova del capitano Alving, rivede dopo anni suo figlio Osvald. Il ragazzo, pittore, ritorna a casa dopo aver vissuto per anni a Parigi; in questo periodo ha frequentato gli ambienti artistici della città e ne ha anche assimilato le idee (…rivoluzionarie, per l’epoca oggi solo leggermente meno provocatorie).
E’ un mondo piccolo, quello di Helene, intorno al quale ruotano il Pastore Manders, il falegname Engstrand e sua figlia Regine, la giovane cameriera.
Osvald è molto stanco e un giorno confessa alla madre di voler prendere Regine per moglie ma… un oscuro segreto  avvolge quei luoghi.